Password e furto di credenziali

Introduzione
Ogni giorno, senza pensarci troppo, accediamo a decine di servizi:
- email aziendale
- gestionale interno
- portali clienti e fornitori
- strumenti come Teams, Google, CRM
- piattaforme di firma digitale
Per entrare… basta una password.
Ed è proprio questo il punto.
Molti attacchi informatici oggi non cercano più di “bucare” sistemi complessi.
Cercano qualcosa di molto più semplice: le tue credenziali.
Se un attaccante ottiene username e password, non deve forzare nulla.
Può entrare come se fosse te.
1. Cosa sono davvero le credenziali
Quando si parla di credenziali, spesso si pensa solo a username e password.
In realtà il concetto è più ampio.
Le credenziali sono tutto ciò che permette di dimostrare che sei tu:
- username
- password
- codici temporanei (OTP)
- token di accesso
- sessioni già aperte
- autenticazioni salvate
In ambito aziendale, queste credenziali permettono di accedere a:
- dati sensibili
- informazioni sui clienti
- documenti interni
- sistemi operativi aziendali
In pratica: sono le chiavi dell’azienda
2. Perché il furto di credenziali è così pericoloso
Molti pensano: “Se rubano la password, basta cambiarla”
In realtà il problema è molto più serio.
Se qualcuno entra nella tua email aziendale, può:
- leggere tutte le conversazioni
- capire come lavora l’azienda
- individuare clienti e fornitori
- inviare email credibili a tuo nome
- chiedere pagamenti falsi
- resettare altre password
- accedere ad altri sistemi collegati
Esempio concreto
Un attaccante entra nella tua email.
Legge una conversazione con un cliente.
Risponde fingendosi te: “Ti giro il nuovo IBAN per il pagamento”
Il cliente paga e i soldi finiscono all’attaccante.
3. Come vengono rubate le credenziali
Ci sono diversi modi. E molti sono più semplici di quanto si pensi.
Phishing
Inserisci tu la password… ma nel posto sbagliato.
Esempio:
- ricevi una mail “Microsoft”
- clicchi
- inserisci password
- hai appena consegnato le credenziali
Data breach
Un sito viene violato e le password finiscono online.
Se usi la stessa password altrove… sei a rischio.
Credential stuffing
Gli attaccanti provano automaticamente:
email + password rubate da altri servizi
Su:
- email aziendale
- servizi cloud
- VPN
Se hai riutilizzato la password → accesso diretto.
Malware
Un software malevolo registra ciò che digiti (anche le password)
Attacchi “banali”
- qualcuno vede la password su un post-it
- qualcuno accede al tuo PC sbloccato
- qualcuno legge un file con password salvate
4. Esempio reale completo
Vediamolo passo passo.
Un dipendente usa:
stessa password per:
- email aziendale
- sito e-commerce
Il sito viene violato.
Le credenziali finiscono in un database online.
Un attaccante prova quella combinazione su Office 365.
Accesso riuscito.
Da lì:
- legge email
- invia messaggi
- prepara una truffa
Tutto senza “hackerare” nulla.
5. Errori più comuni
Password semplici
Esempi:
- 123456
- password
- nomeazienda123
Sono le prime che vengono provate
Password riutilizzate
Una sola password per tutto.
Se cade una… cadono tutte
Password prevedibili
- data di nascita
- nome figli
- squadra
Facili da indovinare
Password scritte ovunque
- post-it sul monitor
- file Excel
- blocco note
Comodo… ma rischioso
Condivisione password
“Ti passo la password un attimo”
errore gravissimo
Metodo consigliato: passphrase
Esempio: “IlMioLavoroIniziaAlle8OgniGiorno!”
- facile da ricordare
- difficile da indovinare
- lunga
7. Password manager
Un password manager è uno strumento che:
- salva le password
- le genera automaticamente
- le compila al posto tuo
8. Autenticazione a due fattori (2FA)
Oltre alla password serve un secondo elemento:
- codice su app
- SMS
- notifica sul telefono
- impronta digitale
Perché è fondamentale
Se qualcuno ha la password:
senza il secondo fattore non entra.
